sabato, aprile 12, 2008

That's me in the mirror

It's a constant fight
to get through each day and night
It's a war between the present and the past
And the face that's in your mind
every time you close your eyes
What's the reason,
what's the answer,
how long will this last?
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Holding Back The Tears
TT

Magnolia Trio - MTProject




Vanilla - venerdì 11 aprile 2008

venerdì, aprile 11, 2008

Oggi riflettevo su come passa il tempo, su come quello che ieri mi spaventava oggi non mi spaventi più così tanto e come, al contrario, cose che fino a ieri mi sembravano naturali oggi siano un ostacolo che sembra quasi insormontabile.
Riflettevo su come le paure - le debolezze in sostanza - siano temporanee o comunque cicliche; su come la forza della nostra mente - chamiamola volontà di vivere o istinto di sopravvivenza - ci spinga ad evitare di vedere o capire certe cose.
Non mi sto improvvisando psicologa: c'è chi questo lo ha capito molto prima di me, almeno un secolo fa. Tutta la teoria di Freud sulla rimozione e le altre teorie vicine a questa mi assillano in continuazione perchè riesco ad applicarle costantemente su me stessa.
Da tre giorni il mio cervello è in continuo mvimento; mi faccio domande, a volte cerco anche delle risposte; altre volte mi costringo a non cercare delle risposte perché queste potrebbero, invece di aiutarmi, far crollare quella sorta di equilibrio già instabile che mi trovo ad avere. Un equilibrio forzato, un finto equilibrio, l'equilibrio di chi - come me - cerca ogni giorno una nuova ragione per essere felice perché quello che il presente mi offre non mi è sufficiente.
La forza - e l'intelligenza - come diceva Nietzsche - sta proprio in questo: equilibrio tra pulsioni. Ma quali sono queste pulsioni? Tutto è pulsione. Quello che ci rende felici è pulsione; quello che ci fa cambiare l'umore in un secondo è pulsione; quello che ci "costringe" a cercare una ragione per sorridere è pulsione. Pulsioni positive e pulsioni negative.
La bravura, l'intelligenza, la forza risiedono nell'essere in grado di equilibrare tutte le pulsioni in modo da crearsi una sorta di standard di vita che ci permetta di gioire delle piccole cose ed essere, finalmente - sebbene non definitivamente - felici.
Eros e Thanatos, diceva Freud. Pulsione di vita vs pulsione di morte.
La contrapposizione dialettica di queste due pulsioni ci rende esseri umani. La prevalenza della seconda sulla prima porta all'autodistruzione o alla violenza.
Ma vi è una via d'uscita. C'è sempre una via d'uscita. Bisogna solo avere del coraggio e, a volte, rischiare. Bisogna fare in modo che la pulsione di vita sconfigga quella di morte e il tutto deve avvenire in un luogo chiuso e inaccessibile al mondo esterno, delimitato dai confini della mente di ognuno di noi.
E' inutile spiegarsi. E' inutile che io provi a spiegare quello che avviene all'interno della mia mente poiché - sebbene io sia un soggetto facilmente psicoanalizzabile essendo simile a qualsiasi altro essere umano - nessuno mi capirebbe mai al 100%, perchè tutti siamo diversi, tutti abbiamo il nostro mondo privato dove avvengono le cose più belle e più brutte, le cose più strane.
Questo è il mio spazio [ ] e questo è il vostro [ ].
E' una cosa reciproca, una condizione intrinseca all'esssere umano.
Eros e Thanatos viaggiano di pari passo ma, ciclicamente, l'uno sopravvale l'altro e viceversa.
Già sapere che questo avviene all'interno di me mi rende più forte.
Tutti gli psicologi sostengono che il passo più importante per guarire da un problema è ammettere di avere un problema. Quindi la mia fase di Thanatos avrà una fine. Come - d'altronde - ha sempre avuto. La prossima fase sarà - dunque - quella dell'Eros.
In sostanza - come mi ha detto un amico (non mi resta altro che sdrammatizzare, non si può concludere un post con questo "senso di morte") - bisogna fare "di sesso"!

martedì, aprile 08, 2008

L'INVIDIA

[...] Non possiamo conoscere noi stessi se non confrontandoci con gli altri.

La strategia corretta sarebbe quella di rinunciare alle mete troppo alte quando le nostre forze o le nostre capacità non ci sembrano sufficienti o adeguate. "La rinuncia non è una sconfitta, bensì misura, atto di ragione." Ma come si fa a riconoscere i propri limiti in una società come la nostra che spinge continuamente a oltrepassare i limiti e ci riconosce solo se riusciamo a farlo?

"Dove realmente l'eguaglianza è penetrata ed è durevolmente fondata, nasce quell'inclinazione, considerata in complesso immorale, che nello stato di natura sarebbe difficilmente comprensibile: l'invidia. L'invidioso, quando avverte ogni innalzamento sociale di un altro al di sopra della misura comune, lo vuole riabbassare fino ad essa .[...] Egli pretende che quell'uguaglianza che l'uomo riconosce, venga poi anche riconosciuta dalla natura e del caso. E per ciò si adira che agli uguali le cose non vadano in modo uguale." F. Nietzsche. Da Umano troppo umano. Un libro per spiriti liberi.

Lo Stato moderno, infatti, nasce all'insegna dell'uguaglianza in base alla comune cittadinanza. Questo riconocimento ha influito sulla mentalità corrente degli uomini sempre meno diposti a riconoscere il merito degli altri e ad approvare il successo come conseguenza del merito.
In questo modo il sentimento di uguaglianza, uns entimento nobile e ormai condiviso in tutte le società civili, paradossalmente ha moltiplicato le ragioni dell'invidia, fino a intaccare e a modificare il concetto di giustizia.
Da I Vizi Capitali e i Nuovi Vizi
Umberto Galimberti

lunedì, aprile 07, 2008

domenica, aprile 06, 2008

La scorsa settimana - quella che sta per finire



Gaia & Micky (& Ary) - Il NOSTRO ANNIVERSARIO!




JGG - Prove



Angelica






JGG- Taglio di Po

lunedì, marzo 31, 2008

Mafalda Arnauth - domenica 30 marzo 2008

Il fado che ti riempie l'anima...



La Notte del Ruyi

CHI VUOLE FARE UNA CACCIA AL TESORO PER LE CALLI DI VENEZIA???



















mercoledì, marzo 26, 2008

L'IRA

L'ira non è l'aggressività, che al pari della sessualità è una pulsione assolutamente fondamentale per la conservazione dell'individuo e della specie. L'ira è un sentimento mentale ed emotivo di conflitto con il mondo esterno o con se stessi che controlliamo poco e maneggiamo peggio perché, in preda all'ira, non siamo più padroni delle nostre
azioni. Per questa sua componente irrazionale l'ira, come ci ricorda Aristotele, non è da confondere con l'odio, che può raggiungere i suoi scopi distruttivi solo percorrendo rigorosamente le vie della razionalità.

Le passioni sono dinamiche del corpo che lo danneggiano sia quando vengono eccessivamente compresse, sia quando vengono scatenate senza limiti.

La salute del corpo e l'equilibrio della mente non si mantengono con la repressione delle passioni o peggio con la loro rimozione, ma con la loro "misurata espressione".

L'ira è un modo di riaffermare se stessi e il proprio mondo di valori.

L'ira, coinvolgendo l'emozione, è sempre più convincente di qualsiasi discorso e, se espressa come dice Aristotele: "al momento giusto, nel modo giusto, con la persona giusta", consente talvolta di ottenere quel che si chiede e di rafforzare la propria autostima. Ma per questo ci vuole la "giusta misura", proprio quella virtù che l'ira tende a mandare in frantumi.

Ci sono questioni che esigono giustizia e la chiedono con l'unica forza a disposizione di chi non ha potere: la forza dell'emozione, che dobbiamo imparare non solo a conoscere ma anche a capire, per evitare che la deprecazione della rabbia nasconda l'ingiustizia, e il rispetto delle buone maniere occulti, fino a renderli invisibili, i più nefandi giochi di potere.

Da I vizi capitali e i nuovi vizi
di Umberto Galimberti
Tutti sono convinti che l'intelligenza sia qualcosa di conciliante, di giusto, di buono, qualcosa di essenzialmente contrapposto agli impulsi, mentre essa è solo un certo rapporto degli impulsi tra loro.
da Die froehliche Wissenschaft
(La Gaia Scienza)
F. Nietsche

martedì, marzo 25, 2008

Mi sento vecchio, usato, nauseato di tutto. Gli altri mi annoiano come me stesso. Ciò nonostante lavoro, ma senza entusiasmo e come si fa un compito. Non attendo altro dalla vita che una sequanza di fogli di carta da scarabocchiare in nero. Mi sembra di attraversare una solitudine senza fine, per andare non so dove. E sono io stesso a essere di volta in volta il deserto, il viaggiatore e il cammello.

da Correspondance

G. Flaubert

domenica, marzo 16, 2008

Chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia
-Samuele Bersani-
Me lo chiedo spesso, ultimamente.

Nice week-end



Il mio week end si è aperto con un venerdì sera all'insegna della buona tavola, della buona compagnia, e della riflessione.
Dopo una succulenta ed abbondante cena di pesce io e Mr. C. abbiamo deciso di sfidare la nebbia e di dirigerci verso "il mare d'inverno".
Una passeggiatina al buio, illuminati dal faro di Jesolo.
La sabbia fredda e umida. Il mare che ci sorrideva con le sue onde.
Un cigno che si procurava del cibo vicino la diga.
Into the Wild.
Per lo meno cerco di convincere me stessa di esserlo.

Sabato off. Ho rivisto il mio piccolo angelo dopo un bel po' di tempo.
Sempre più grande, sempre più bella, sempre più un pagliaccio!
Pranzo trascorso a parlare, ridere, discutere in famiglia.
Ore 17:30: Partenza per Venezia.
Chiacchierata con Vivy.
Ore 18.00: appuntamento con Elisabetta e Marina in campo san Polo.
Spritz al Muro, pizza all'Antico Panificio.
Dopo cena, lunga passeggiata fino alla Pietà, a prendere la motonave.
Non io, io prendo il vaporetto nr. 1, quello turistico, quello eterno.
Ma l'ho deliberatamente scelto.
Ne avevo voglia.
Mi dirigo alla volta di Piazzale Roma.
Clima perfetto.
Mi siedo davanti.
A 45-minute-trip lungo il Canal Grande.
Venezia non finisce mai di stupirmi.
Ti amo alla follia!
E un'ora e mezza di chiacchierata telefonica.
Vado a nanna.
E' mezzanotte e mezza.

Oggi, domenica, 10 ore di lavoro.
Trascorse davanti al sito di Ikea ad arredare la mia casa (o presunta tale).
Questa sera si esce ancora.
Con Ary.
Poi non so.
Ma non può che essere una bella serata.
Domani devo fare il collaudo alla macchina... In ritardo di mesiiiii.
E domani comincia una nuova settimana.
All'insegna delle novità.
Nuovi orari di lavoro.
Nuove conoscenze in vista.
Poco fiduciosa.
Un po' spaventata.
Non sono più abituata a queste cose...
Anzi, non lo sono mai stata.
Ed ora mi preparo, per una tranquilla serata tra amici.
Forse mi ubriacherò.
Di gioia e felicità.
Buona notte mondo.